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Nato ad Aosta, coniugato e padre di una figlia,
è laureato in Scienze dell’Informazione
presso l’Università di Pisa.
Vive attualmente a Livorno dove svolge la propria attività
lavorativa.
Il sentiero tra due isole ha ottenuto i seguenti
riconoscimenti letterari: Finalista ai Premi “Nicola
Moscardelli” di Capestrano (AQ) e “Gaetano
Cingari” (RC); Terzo posto assoluto al Premio
“Pegasus” di Busto Arsizio (VA); Secondo
classificato al Premio “Letizia Isaia” (NA);
Primo classificato al Premio “Circe” di
Monterotondo (RM).
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L’Autore ne “Il Sentiero
tra due isole” compie un viaggio nel tempo, attraversa
i viali dei ricordi, di un passato però non molto
lontano.
Scenario del racconto è il paesaggio toscano
con i suoi caldi e densi colori; inizialmente rassicurante,
in un secondo tempo partecipativa e avvolgente.
L’Autore narra l’incontro di due vite totalmente
diverse che si attraggono, si seducono e si riconoscono;
di un uomo che si trova di fronte ad un bivio, a “due
isole”, costretto a scegliere un solo “sentiero”.
Il protagonista, dall’elevata statura morale,
è un personaggio combattuto; in conflitto tra
ciò che è e ciò che vorrebbe essere
ed i sentimenti che sarebbe “corretto” provare,
vivere. Alterna la passione da adolescente al raziocinio
da adulto: da tale dicotomia nasce il senso di ribellione
emotiva dallo status sociale medioborghese.
Mariel è una donna irrisolta, priva di un’educazione
emozionale, sentimentale, e per ciò “mai
sazia d’amore” che appare forte e sicura
di sé. In realtà cela dolori volutamente
taciuti e messi in rilievo tramite flashback e monologhi
interiori, nei quali riversa le sofferenze del non esser
mai stata amata e voluta. Morte e Vita s’intrecciano
ed emergono incarnate da scelte subite e mai accettate
come l’aborto ed il cancro. Mariel è dunque
un “Amore Negato”. Eppure nella donna è
più forte la voglia di vivere.
Marco Rodi raggiunge momenti di lirismo poetico quando
sceglie di valorizzare la parola nel suo significato,
epurata da fronzoli, in maniera quasi ermetica. Tuttavia
non mancano codici plurilinguistici, neologismi e numerose
figure retoriche che rendono vivace e variegato l’intreccio
narrativo.
La verve ironico-comica dell’Autore sicuramente
alleggerisce e smorza i toni drammatici del racconto.
Egli ha tentato di rendere il tutto fresco, fruibile,
goliardico, alle volte paradossale, creando anche personaggi-caricature
per esorcizzare il senso della morte con una passione
netta e sincera per la vita.
Marco Rodi conclude questo viaggio con il riproporre
la medesima scena iniziale. Ma mutato è lo stato
d’animo dei protagonisti che, dopo il processo
di ridiscussione del sé, giungono alla piena
accettazione, e non più al rimpianto, delle scelte
compiute.
Francesca Rappoccio
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