Silloge poetica
Autore Angelo Borelli

Angelo Borelli. È nato il 2 febbraio 1968; iscritto all'anagrafe il 9 febbraio (40 anni ahimè).
Sposato a Campi Salentina con Rosy – 1 figlio di 8 anni Lorenzo. È diplomato in ragioneria. Ha molti hobby tra i quali: pittura, lettura, poesia e viaggi.

Prima raccolta di poesie nel 2007 “Parole Silenziose” della coraggiosa Casa Editrice Leonida

Invito e presentazione del libro presso il Circolo Culturale “Il Mosaico” di Campi Salentina (LE) con articolo pubblicato nella pagina del giornale “Il Quotidiano” di Lecce.

Presentazione del libro nella rassegna nazionale degli editori “Città del Libro” il 25 novembre 2007 a Campi Salentina (Le) con richiamo sui giornali locali.

Si continua a scrivere... chissà. Ciao.

PAROLE SILENZIOSE
autore: Borelli Angelo
genere: poesia
casa editrice: Casa Editrice Leonida
pubblicazione: Gennaio 2007
pagine: 68
formato: 12 x 20

prezzo: € 8,00

 

 


Parole silenziose dà il titolo a questa raccolta poetica in cui l’Autore cerca di stabilire, al di là della comunicazione verbale, un’intesa fra le anime dei suoi potenziali lettori enucleata dal contesto della vita convenzionale e materiale, dove, per scelta, non possono trovare posto gli aspetti sociali e quotidiani. Il silenzio sembra essere il teatro nel quale la comunicazione è più intensa e solidale. Cercherò adesso di interpretare alcune parole chiave della poetica dell’Autore, per il resto molto fruibile: il silenzio può ben rappresentare quell’altra parte della nostra esistenza enucleata dai frastuoni delle informazioni frenetiche e superficiali, dagli impegni pressanti e fuorvianti paradossalmente generati dallo stesso progresso e dall’apparente miglioramento delle condizioni di vita; il silenzio, purtroppo messo in zona d’ombra dalla nostra civiltà, potrebbe interpretare quel momento di riflessione, di introspezione, di godimento degli svariati aspetti della vita attraverso il fluire dei fenomeni naturali, in cui non serve la sonorità della parola, per coltivare intese amicali, serenità dello spirito, avvicinamento a Dio. Già nei primi versi il proprio respiro è all’unisono col respiro del mondo, col soffio Divino e può rappresentare lo stesso grembo materno, viceversa, l’ansia, il disagio sono evidenziati da difficoltà respiratorie. Sembrerebbe un’ovvietà, apparendo chiaro come una patologia respiratoria incida notevolmente sulla qualità della vita, ma cercherò di decodificare anche questo aspetto della poesia del Borrelli (che in buona sostanza è semplice e discorsiva e, come tale, non riservata ai pochi intenditori, ma destinata ad essere letta e capita da un pubblico più vasto, realizzandosi così al meglio quella corrispondenza fra il poeta - anima parlante e i lettori - anime in ascolto): nel momento del contatto più profondo con l’aria, che si materializza nell’atto respiratorio, si può sottintendere l’incontro etereo fra l’uomo e la natura, fra l’anima e il cosmo, quindi, in sostanza, una buona respirazione è segno di armonica intesa col pulsare dell’universo. Il benessere fisico e mentale è tanto più intenso quanto più solidale con gli infiniti aspetti della natura di cui il poeta si sente parte e che attraversa nel cuore, facendosi pervadere da essa attraverso la vista, l’olfatto, il calore del fuoco come forza e vitalità, ma anche come amore universale, l’acqua come tramite fra cielo e terra che si assapora attraverso il profumo delle zolle e nella quale il poeta tenta di omologarsi in un invito a tuffarsi dentro o ad assaggiarla. La natura stessa che si apprezza col respiro vitale e rigenerante, il profumo di ginestra e di rose, la vista inebriante e solare è poi preghiera e tramite per giungere a Dio. Significativo, infatti, è anche l’aspetto religioso che pervade la silloge: il poeta ringrazia Dio per il dono della vita che gli permette di convivere con l’armonia del mondo e rigenerarsi nei rapporti con gli altri. Appare quindi naturale che emergano molto intensamente i valori dell’amicizia portatrice di gioia e serenità, (che trascende la semplice intesa e disponibilità fra due amici, ma si apre al mondo intero), dell’amore, della famiglia, della solidarietà. Anche gli episodi tristi che hanno segnato la vita del poeta, come la morte di persone amiche, sono vissuti in un’intensa partecipazione collettiva nell’amore e nella speranza. Rilevante, anche se poco rappresentata, è la presenza dei genitori: la madre paziente, il padre forte come un albero che, pur vulnerabile, continua a resistere alla siccità e alle intemperie. Altri personaggi trovano posto in questa raccolta: Teresa, il cui sentimento viene filtrato attraverso i colori e gli elementi immateriali della natura quali la brezza, il canto, la nuvola, il cielo o altrettanto delicatamente il filo d’erba, la schiuma, il dolce zuccherato; l’amica Francesca le cui caratteristiche vengono descritte in modo diretto lasciando trapelare affettuosità e simpatia; il morettino che attira i colori del mondo, fino alla poesia dedicata al pontefice recentemente scomparso che chiude la raccolta.
Mi astengo, in questa sede, dall’esprimere giudizi critici, dovendomi limitare alla presentazione dell’Opera, che, indipendentemente dal favore che mi auguro possa ottenere, dimostra come stia diventando sempre più vasta la schiera dei nuovi poeti che, in controtendenza alla superficialità e alla frenesia del nostro tempo, avvertono la necessità di fermarsi per riflettere, per riuscire ad assaporare il singolo momento in tutte le possibili sfaccettature, di migliorarsi attraverso la introspezione e la necessità di comunicare in maniera autentica e alternativa. E’ l’altro aspetto della vita, quello più gratificante che viene rivisitato tramite questi versi e tanto basta a sancire il successo della pubblicazione al di là dell’esito artistico e dell’impegno pur notevoli.

Arturo Cafarelli


Poesie

 

PADRE

Sei un albero con una grande chioma,
che non oscura il cielo
ma mi permette di guardarlo
quando in alto c'è il sole.
Un albero
che vive anche quando c'è la siccità,
quando c'è la bufera
e se viene spezzato
trova la forza di ricrescere.
Tu pensi e speri che quest'albero sia eterno
ma anche lui si ammala o viene sradicato
e si apre il cielo infinito
sia per lui
che per te che cerchi la sua chioma.


ADAGIO

Parte dell'esistenza,
che è inutile chiedersi quanto dura,
è coma una palla in un labirinto
che scorre e cerca la sua strada.
Continua ad urtare a destra e sinistra,
si va avanti e indietro,
ma una volta imboccata la via
un forte vento mi rinfresca il viso
e allora via
senza paura...
amando.


RITORNO

Ti ho rivista
fermandomi.
Ti ho rivista
con gli occhi color nocciola
sul tuo viso di rosa.
Ti ho rivista
seduta sul divano,
con il sorriso nella mano
che prende la mia.
Ti ho rivista
dopo la tempesta,
quando il cielo è più limpido,
con il tuo corpo che si sveglia al suo chiarore.
Ti ho rivista
quando il fiato è diventato respiro di vita
e non più affanno nel buio.
Senza accorgerci ci siamo ritrovati...,
tu in un'attesa di speranza,
stando seduta,
e io correndo
dopo averti perduta.


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