Parole silenziose dà
il titolo a questa raccolta poetica in cui l’Autore
cerca di stabilire, al di là della comunicazione
verbale, un’intesa fra le anime dei suoi potenziali
lettori enucleata dal contesto della vita convenzionale
e materiale, dove, per scelta, non possono trovare posto
gli aspetti sociali e quotidiani. Il silenzio sembra
essere il teatro nel quale la comunicazione è
più intensa e solidale. Cercherò adesso
di interpretare alcune parole chiave della poetica dell’Autore,
per il resto molto fruibile: il silenzio può
ben rappresentare quell’altra parte della nostra
esistenza enucleata dai frastuoni delle informazioni
frenetiche e superficiali, dagli impegni pressanti e
fuorvianti paradossalmente generati dallo stesso progresso
e dall’apparente miglioramento delle condizioni
di vita; il silenzio, purtroppo messo in zona d’ombra
dalla nostra civiltà, potrebbe interpretare quel
momento di riflessione, di introspezione, di godimento
degli svariati aspetti della vita attraverso il fluire
dei fenomeni naturali, in cui non serve la sonorità
della parola, per coltivare intese amicali, serenità
dello spirito, avvicinamento a Dio. Già nei primi
versi il proprio respiro è all’unisono
col respiro del mondo, col soffio Divino e può
rappresentare lo stesso grembo materno, viceversa, l’ansia,
il disagio sono evidenziati da difficoltà respiratorie.
Sembrerebbe un’ovvietà, apparendo chiaro
come una patologia respiratoria incida notevolmente
sulla qualità della vita, ma cercherò
di decodificare anche questo aspetto della poesia del
Borrelli (che in buona sostanza è semplice e
discorsiva e, come tale, non riservata ai pochi intenditori,
ma destinata ad essere letta e capita da un pubblico
più vasto, realizzandosi così al meglio
quella corrispondenza fra il poeta - anima parlante
e i lettori - anime in ascolto): nel momento del contatto
più profondo con l’aria, che si materializza
nell’atto respiratorio, si può sottintendere
l’incontro etereo fra l’uomo e la natura,
fra l’anima e il cosmo, quindi, in sostanza, una
buona respirazione è segno di armonica intesa
col pulsare dell’universo. Il benessere fisico
e mentale è tanto più intenso quanto più
solidale con gli infiniti aspetti della natura di cui
il poeta si sente parte e che attraversa nel cuore,
facendosi pervadere da essa attraverso la vista, l’olfatto,
il calore del fuoco come forza e vitalità, ma
anche come amore universale, l’acqua come tramite
fra cielo e terra che si assapora attraverso il profumo
delle zolle e nella quale il poeta tenta di omologarsi
in un invito a tuffarsi dentro o ad assaggiarla. La
natura stessa che si apprezza col respiro vitale e rigenerante,
il profumo di ginestra e di rose, la vista inebriante
e solare è poi preghiera e tramite per giungere
a Dio. Significativo, infatti, è anche l’aspetto
religioso che pervade la silloge: il poeta ringrazia
Dio per il dono della vita che gli permette di convivere
con l’armonia del mondo e rigenerarsi nei rapporti
con gli altri. Appare quindi naturale che emergano molto
intensamente i valori dell’amicizia portatrice
di gioia e serenità, (che trascende la semplice
intesa e disponibilità fra due amici, ma si apre
al mondo intero), dell’amore, della famiglia,
della solidarietà. Anche gli episodi tristi che
hanno segnato la vita del poeta, come la morte di persone
amiche, sono vissuti in un’intensa partecipazione
collettiva nell’amore e nella speranza. Rilevante,
anche se poco rappresentata, è la presenza dei
genitori: la madre paziente, il padre forte come un
albero che, pur vulnerabile, continua a resistere alla
siccità e alle intemperie. Altri personaggi trovano
posto in questa raccolta: Teresa, il cui sentimento
viene filtrato attraverso i colori e gli elementi immateriali
della natura quali la brezza, il canto, la nuvola, il
cielo o altrettanto delicatamente il filo d’erba,
la schiuma, il dolce zuccherato; l’amica Francesca
le cui caratteristiche vengono descritte in modo diretto
lasciando trapelare affettuosità e simpatia;
il morettino che attira i colori del mondo, fino alla
poesia dedicata al pontefice recentemente scomparso
che chiude la raccolta.
Mi astengo, in questa sede, dall’esprimere giudizi
critici, dovendomi limitare alla presentazione dell’Opera,
che, indipendentemente dal favore che mi auguro possa
ottenere, dimostra come stia diventando sempre più
vasta la schiera dei nuovi poeti che, in controtendenza
alla superficialità e alla frenesia del nostro
tempo, avvertono la necessità di fermarsi per
riflettere, per riuscire ad assaporare il singolo momento
in tutte le possibili sfaccettature, di migliorarsi
attraverso la introspezione e la necessità di
comunicare in maniera autentica e alternativa. E’
l’altro aspetto della vita, quello più
gratificante che viene rivisitato tramite questi versi
e tanto basta a sancire il successo della pubblicazione
al di là dell’esito artistico e dell’impegno
pur notevoli.
Arturo Cafarelli
Poesie
PADRE
Sei un albero con una grande chioma,
che non oscura il cielo
ma mi permette di guardarlo
quando in alto c'è il sole.
Un albero
che vive anche quando c'è la siccità,
quando c'è la bufera
e se viene spezzato
trova la forza di ricrescere.
Tu pensi e speri che quest'albero sia eterno
ma anche lui si ammala o viene sradicato
e si apre il cielo infinito
sia per lui
che per te che cerchi la sua chioma.
ADAGIO
Parte dell'esistenza,
che è inutile chiedersi quanto dura,
è coma una palla in un labirinto
che scorre e cerca la sua strada.
Continua ad urtare a destra e sinistra,
si va avanti e indietro,
ma una volta imboccata la via
un forte vento mi rinfresca il viso
e allora via
senza paura...
amando.
RITORNO
Ti ho rivista
fermandomi.
Ti ho rivista
con gli occhi color nocciola
sul tuo viso di rosa.
Ti ho rivista
seduta sul divano,
con il sorriso nella mano
che prende la mia.
Ti ho rivista
dopo la tempesta,
quando il cielo è più limpido,
con il tuo corpo che si sveglia al suo chiarore.
Ti ho rivista
quando il fiato è diventato respiro di vita
e non più affanno nel buio.
Senza accorgerci ci siamo ritrovati...,
tu in un'attesa di speranza,
stando seduta,
e io correndo
dopo averti perduta.
Per contattare l’autore: e-mail:
universo.letterario@libero.it
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