Maria Serena Quartarone è nata a Reggio Cal. Il 12/02/1961, psicologo clinico, si è laureata a febbraio ’85 c/o l’Università “La Sapienza” di Roma, con la tesi “Il mondo dello psicotico”.
Si è perfezionata in Medicina psicosomatica c/o il Policlinico Universitario di Messina nel 1988, con una tesi sperimentale, che correlava lo stress e l’insorgenza di patologie diverse, a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie.
Psicoterapeuta, riconosciuta dal Consiglio Regionale della Calabria, lavora da oltre vent’anni in ambito sanitario.
Ha espletato il tirocinio negli anni ottanta c/o il vecchio Manicomio di R.C. ed ha effettuato volontariato con tossicodipendenti ed alcolisti c/o gli Ospedali Riuniti di R.C.
Ha lavorato per anni c/o i Gruppi Appartamento femminili di R.C., c/o Reparti di Psichiatria (Gioia Tauro di R.C. e Mussomeli di C.L.), come componente di équipes scolastiche, c/o Centri riabilitativi.
Ha avuto incarichi in qualità di esperta c/o il Tribunale di Sorveglianza di R.C.
Ha coordinato un Centro relativo all’assistenza domiciliare per anziani di R.C.
Si è occupata di perizie c/o il Tribunale di R.C.
Ha operato c/o il Consultorio familiare di S.Eufemia (R.C.)
Si è occupata di adozioni.
Da novembre 1998 espleta la propria attività c/o la Neuropsichiatria infantile di R.C.
Nel ’78 le è stata pubblicata una poesia su “Confidenze”.
Nell’81 le è stata pubblicata una breve satira su “Due più”. |
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“Quando la famiglia intossica...” rappresenta l’Opera Prima di Maria Serena Quartarone. Non è facile definire il suo elaborato che, traendo spunto dall’esperienza professionale (l’Autrice è psicologa), sembra scritto sulla base dell’anamnesi spontanea di un’ipotetica collega – paziente e quindi in modo spesso atemporale, assumendo le caratteristiche di un diario anomalo. Inoltre, il testo sovente interagisce e si espande in considerazioni specialistiche che, in alcuni capitoli, trasformano l’Opera in un saggio divulgativo…
I personaggi iniziali sono quelli di un classico nucleo familiare: un padre, alcolista, che vive la duplice posizione di tiranno dominatore e di debole emarginato (alcolismo presente anche nei collaterali, presumibile conseguenza di relazioni familiari difficili che hanno avuto un effetto trascinante sulla famiglia attuale); una madre che ama ritagliarsi il comodo ruolo di vittima, ma in effetti egocentrica e colpevolizzante con gli angoli della bocca eternamente all’ingiù; un fratello definito difficile e ribelle…
la sorella maggiore Annalisa – io narrante che offre obbedienza e dedizione in cambio di amore malato…
In questa Opera il linguaggio, fluido e accattivante, ci conduce da un apparente e iniziale “grande fratello” familiare, ai meccanismi psicologici che spiegano le azioni, le reazioni, gli intrecci talora anomali, fino all’analisi di alcune dinamiche anche attraverso gli esempi, la statistica, le citazioni, i risultati di lavori e sperimentazioni che danno all’Opera stessa validità scientifica oltre che artistica.
Il lettore, intrapreso il viaggio stimolante attraverso i percorsi talora tortuosi della psiche, può ben rilevare la valenza universale dell’Opera espandendosi essa da una esperienza singola a situazioni di interesse generale; permettendo al lettore stesso di ritrovare anche marginalmente verosimiglianze o coincidenze con il proprio vissuto e stimolandolo ad una più approfondita analisi delle problematiche sommerse che si agitano alla base dei nostri comportamenti e dei nostri rapporti interpersonali.
Per contattare l’autrice: e-mail: universo.letterario@libero.it |